Lavoro all’estero: retribuzioni convenzionali applicabili anche con trasferte in Italia

L’Agenzia delle Entrate conferma l’applicazione del regime agevolato per i distaccati anche in caso di trasferte occasionali durante il periodo di lavoro all’estero

Pubblicata il 12 settembre la risposta ad interpello n. 428 che affronta il tema dell’applicabilità della retribuzione convenzionale ai lavoratori distaccati all’estero.

Il caso riguarda quello di una società commerciale che ha distaccato un proprio dipendente in Germania per l’assunzione del ruolo di CEO della locale consociata. Il lavoratore conserva la propria residenza fiscale in Italia nel 2022 in quanto ha mantenuto nel territorio dello Stato il proprio centro vitale degli interessi (famiglia). Sebbene la sede di lavoro principale sia individuata presso la distaccataria, l’Amministratore Delegato effettua, sempre nell’interesse esclusivo della stessa, occasionali trasferte in vari Paesi diversi dalla Germania (tra cui 32 giorni lavorativi in Italia).

Proprio in considerazione delle trasferte in Italia, la società istante chiede se vengano meno i requisiti dell’esclusività e continuità del rapporto di lavoro prestato all’estero, previsti dall’art. 51, co. 8-bis del TUIR.
Si ricorda che tale articolo prevede la tassazione del reddito di lavoro dipendente prodotto all’estero sulla base delle retribuzioni convenzionali fissate annualmente con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza tener conto di retribuzione effettivamente corrisposta, purché che siano rispettate le seguenti condizioni:

  • il lavoratore, operante all’estero, sia inquadrato in una delle categorie per le quali il decreto del citato Ministero fissa la retribuzione convenzionale;
  • l’attività lavorativa sia svolta all’estero con carattere di permanenza o di sufficiente stabilità;
  • l’attività lavorativa svolta all’estero costituisca l’oggetto esclusivo del rapporto di lavoro e, pertanto, l’esecuzione della prestazione lavorativa sia integralmente svolta all’estero;
  • il lavoratore nell’arco di dodici mesi soggiorni nello Stato estero per un periodo superiore a 183 giorni.

L’Agenzia delle Entrate conferma la possibilità di applicare il regime agevolato anche se il lavoratore effettua, per esigenze aziendali e nell’esclusivo interesse della Consociata, trasferte occasionali in altri Paesi (compresa l’Italia), a condizione che la prestazione lavorativa all’estero sia esclusiva e continuativa e si svolga all’estero per più di 183 giorni nell’arco di dodici mesi.

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